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Misure perfette per le donne: esistono davvero?

da | 30/03/2023 | Mini Guide | 0 commenti

Da sempre la bellezza femminile è uno dei più grandi intrighi dell’umanità. Ma come sono cambiati i canoni di bellezza nel corso degli anni? Soprattutto, esistono davvero dei canoni ideali che una donna dovrebbe rispettare? 

In questo articolo esploriamo come l’ideale di bellezza femminile sia cambiato nel corso della storia, riflettendo le mode, i cambiamenti sociali ed economici che hanno influenzato il concetto di bellezza femminile.

 

La storia dei canoni di bellezza femminile: come sono cambiati nel tempo?

 

donne in intimo diverse tra loro

 

Nel corso della storia, la definizione di bellezza femminile è cambiata drasticamente. A partire dall’età della pietra, in cui le donne erano considerate belle solo in presenza di un corpo robusto e sano, unico segno di fertilità. 

In Grecia antica, la bellezza era associata a figure femminili lisce e armoniche, con una vita sottile e fianchi larghi, mentre nell’antica Roma si preferivano figure più prosperose. 

Nel Medioevo, le donne erano considerate più belle se caratterizzate da un corpo formoso e ben proporzionato. Con l’avvento della Rivoluzione Industriale e dei mezzi di comunicazione di massa, i canoni di bellezza femminile sono cambiati rapidamente. 

Nelle epoche moderne, sono stati influenzati da ideali culturali e sociali mutevoli.

Analizzando le riflessioni e le produzioni artistiche susseguitesi negli anni, emerge chiaramente che il concetto di bellezza abbia assunto forme differenti a seconda del luogo e dell’epoca, spesso anche contemporaneamente. 

Nel corso dei secoli, si sono costantemente delineati due ideali di bellezza, soprattutto per quanto riguarda la figura femminile: 

  • La Venere greca, dalla fisionomia slanciata e giovanile
  • La Venere paleolitica, dalle linee morbide e sinuose, simbolo di fertilità

Un’estrema sintesi degli ideali di Bellezza è rappresentata dalla polarizzazione nietzschiana tra l’aspetto apollineo, caratterizzato da armonia, ordine e razionalità, e l’aspetto dionisiaco, incentrato sull’ebbrezza, la passione e la sensualità. 

L’ideale apollineo è stato più evidente nella Grecia classica, nel periodo medievale, rinascimentale, in epoca neoclassica e vittoriana, mentre l’ideale dionisiaco ha prevalso soprattutto nella Grecia ellenistica, nella Roma imperiale, nel periodo manierista e barocco, e in epoca romantica e tardo-borghese. 

Cerchiamo di entrare nello specifico e approfondiamo, un periodo storico alla volta, i canoni di bellezza che si sono susseguiti nel corso del tempo: 

 

Antico Egitto

Rappresentazione donne antico Egitto

Il corpo della donna egiziana doveva essere esile, con spalle strette, vita alta e volto simmetrico. I lineamenti dovevano esprimere principalmente grazia e dolcezza. 

 

Antica Grecia

 

Per i greci la bellezza era un insieme di grazia, misura, proporzione, equilibrio, simmetria e armonia. Nelle produzioni artistiche è possibile rendersi conto che le donne sono raffigurate con fianchi larghi, seni e glutei non troppo pronunciati ma rotondi e sodi.

 

Antica Roma


Inizialmente, il canone di bellezza di riferimento era quello del modello mediterraneo: capelli lunghi e scuri, carnagione olivastra, seni piccoli e fianchi larghi. 

Successivamente, espandendosi in Nord Europa, il modello di riferimento diventò la donna alta, bionda o rossa, con gli occhi azzurri e la pelle chiarissima.

 

Medioevo 

Rappresentazione donne Medioevo

La pelle della donna nel Medioevo è estremamente pallida, il corpo esile e i capelli biondi. Gli occhi azzurri e le labbra rosee. Il ventre in evidenza era una forte forma di bellezza, al punto tale che molte donne indossavano delle imbottiture sotto gli abiti per renderlo più pronunciato. Mentre il seno doveva essere nascosto il più possibile con l’ausilio di fasciature che aiutassero ad appiattirlo. 

 

Rinascimento 

 

In questo periodo la donna torna a rappresentare i canoni dell’antica Grecia grazie a forme più morbide e abbondanti. Resta in auge anche la preferenza per incarnati molto pallidi. 

 

Epoca Vittoriana 

 

Il corpo abbondante – ma non grasso – è sempre più enfatizzato ed è effettivamente il preferito di quest’epoca storica. Il punto vita era importantissimo: per esaltarlo al massimo le donne utilizzavano dei corsetti molto stretti che, spesso, impedivano anche di respirare adeguatamente. 

 

Epoca industriale 

 

Facendo riferimento soprattutto ai primi anni del ‘900, quindi gli anni Venti, possiamo notare quanto si faccia una vera e propria regressione per quelli che sono i canoni estetici femminili: tornano di moda i corpi snelli, i seni piatti, i capelli corti etc.

Solo trent’anni dopo, con la fine della II° Guerra Mondiale, il mondo avrebbe cambiato nuovamente rotta volgendo la propria attenzione nei confronti di forme femminili più prosperose. In questi anni il modello femminile di riferimento è la pin-up hollywoodiana

 

Anni contemporanei 

 

Dagli anni ’90 fino almeno al 2010 il modello di bellezza femminile è tornato nuovamente ad essere snello, piatto, longilineo, alto. 

Arrivando fino ai giorni d’oggi, possiamo dire che più di un vero e proprio canone di bellezza la società stia cercando di entrare nell’ottica dell’accettazione di qualsiasi forma del corpo femminile: l’attenzione verte tutta verso l’amor proprio a prescindere da come appaia il corpo. 

Siamo forse diretti verso la fine della stereotipizzazione della bellezza? 

 

Le misure ideali del corpo di una donna

Modella Clara Intimo indossa un body

Le misure ideali per un corpo femminile variano da cultura a cultura e anche da epoca a epoca.

Tuttavia, in generale, si ritiene che il corpo ideale abbia una vita sottile e fianchi larghi, con un seno alto e prosperoso

La nostra cultura, ad oggi, si sta avviando progressivamente verso l’abolizione di vere e proprie misure ideali. L’idea è rendere uguale e bello qualsiasi corpo, unica condizione? Amare se stessi. 

 

La regola 90-60-90: esiste ancora?


Secondo i canoni classici, invece, queste sono le misure che corrispondono alla perfezione estetica femminile. 

  • Il primo 90 fa riferimento alla circonferenza del torace
  • Il 60 alla circonferenza vita 
  • Il secondo 90 alla circonferenza fianchi 

Queste misure fanno riferimento ad un tipico corpo mediterraneo perfetto: vitino da vespa con fianco e seni prosperosi. Nonostante per molti anni lo siano stati, ad oggi è importante non considerare questa regola come un obiettivo da raggiungere. L’importante è riuscire a stare bene nel tuo corpo. 

 

1.618: il numero d’oro 

Modella Clara Intimo indossa un body

La ricerca delle misure ideali e perfette risale all’epoca romana quando fu stabilito che 1.618 era il “numero d’oro”, l’unico in grado di esprimere un’anatomia perfettamente armoniosa e proporzionata.

Anche secondo Leonardo Da Vinci questo era il “rapporto aureo” per ogni corpo che si voglia definire armonioso. 

Ma com’è possibile calcolarlo? 

Le misure da tenere in considerazione sono le seguenti: 

  • Giro petto nel suo punto più largo (B)
  • Giro vita nel suo punto più stretto (W)
  • Linea che unisce i fianchi alla vita (HW)

 

A questo punto sarà possibile procedere con le operazioni: 

  • (B-W) x BW x 0,5 = misura del petto
  • (H-W) x HW x 0,5 = misura della taglia
  • Misura del petto + misura della taglia / misura della taglia = la proporzione ideale per il tuo corpo

 

Peso e altezza contano?

 

Peso e altezza sono fattori importanti per poter stimare in quale range il nostro corpo sia effettivamente in salute senza rischiare che possa andare sottopeso o in sovrappeso. 

Va però ricordato che gli indicatori della massa corporea riconosciuti dall’OMS sono, appunto, degli indicatori e devono adattarsi a ogni specifico caso che non può in alcun modo essere standardizzato. 

Le misure perfette semplicemente non esistono. Ognuna può trovare la propria armonia attraverso il giusto equilibrio tra forma ed estetica corporea. La ricerca spasmodica di “misure perfette” non è altro che una visione distorta della realtà imposta dalla società moderna. La verità è che ognuno di noi è unico a modo proprio.

 

Come valorizzare le proprie curve?

Modella Clara Intimo indossa un body

Valorizzare le proprie forme è sempre possibile. Per farlo, è importante indossare abiti che mettano in evidenza i punti forti e smussino i punti che consideriamo deboli. 

Da dove cominciare per non sbagliare? Sicuramente dall’intimo. Leggi quest’approfondimento per scoprire come valorizzare le tue forme con l’intimo perfetto per te.

Puntare su un body è l’ideale per essere sicura di avvolgere il corpo con naturalezza, esaltando la tua femminilità nel massimo comfort. 

Questo genere di lingerie accarezza la pelle e dona attimi di puro benessere. Il più gettonato tra le donne? Il body contenitivo. Leggi questa guida per scoprire come scegliere quello più adatto a te. 

Ricorda: il tuo unico obiettivo non dovrebbe essere quello di raggiungere la perfezione ma solo di essere la migliore versione di te stessa. Non c’è niente di più sensuale di questo! 

E se di sensualità parliamo, possiamo dire che essa è innescata da ciò che ti fa sentire fisicamente bene e rende tutto il tuo essere in armonia: i suoi fattori trainanti sono l’amor proprio e l’autostima.

Leggi i nostri consigli per esaltare al meglio la tua sensualità. 

 


Body positivity o body neutrality? 

Ragazze mantengono un cartellone con scritto "body positivity"

Negli ultimi anni, sono vari i movimenti sociali che stanno cambiando la lente attraverso la quale le persone vedono il proprio corpo. Tra questi, sicuramente i più famosi sono i movimenti di “Body Positivity” e “Body Neutrality”. Approfondiamo entrambi per scoprirne di più.

La Body Positivity è un movimento che incoraggia le persone ad accettare e amare se stesse per ciò che sono, indipendentemente dalle misure corporee o dalle caratteristiche fisiche. Uno degli obiettivi principali del movimento è quello di sfidare gli standard di bellezza della società

Al contrario della Body Positivity, che incoraggia le persone a sentirsi belle e sicure in qualsiasi taglia, la Body Neutrality sostiene l’eliminazione completa dell’aspetto fisico come parte dell’autostima di una persona. Ti consiglia di concentrarti maggiormente su come ti senti nel tuo corpo e su ciò che il tuo corpo può fare, piuttosto che su come esso appare in uno specifico momento.

È importante sottolineare che accettare se stessi non significa impigrirsi evitando di migliorare la propria persona: ogni individuo è in continua evoluzione e, come già detto, dovrebbe lavorare per raggiungere la miglior versione di sé senza però affannarsi alla ricerca della perfezione che non esiste.

Negli ultimi anni, i canoni di bellezza femminile sono cambiati notevolmente e in meglio. La maggior parte delle donne oggi riconosce che la bellezza non è definita da un unico standard, ma piuttosto è una combinazione di diversi aspetti che includono la diversità culturale, etnica e fisica. 

Ci auguriamo che questo sia solo l’inizio di una nuova era in cui tutte le donne possano sentirsi valorizzate per quello che sono, indipendentemente dall’aspetto esteriore.

 

La regola d’oro: ama te stessa per ciò che sei

 

La verità è che l’imperfezione è la forma più autentica di perfezione, semplicemente perché quest’ultima non esiste e non è mai esistita. Nessuna regola, proporzione o calcolo matematico può essere più forte dell’amor proprio. 

C’è solo un obiettivo da raggiungere nella tua vita: il meglio di te. Un concetto in continua evoluzione e trasformazione che ti rende estremamente affascinante. 

Essere imperfetti è perfettamente umano: abbiamo tutti dei difetti e abbracciarli può fare la differenza sostanziale nella tua vita.

I media ci hanno abituato così tanto a guardare gli altri che abbiamo finito per dimenticarci di guardare noi stessi, ecco perché abbiamo tanta difficoltà nell’accoglierci e rispettarci per quello che siamo. 

Ad oggi, tu puoi fare la differenza: smetterla di guardare fuori e imparare a guardare te, amandoti come meriti. 

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